PONTECAGNANO FAIANO E I RIFIUTI: QUANTO SI DIFFERENZIA?

Posted by on Apr 9, 2016 in Blog, Didattica, Post

Rifiuti: un problema difficile da ignorare Non sempre ce ne rendiamo conto, ma ogni gesto della nostra quotidianità nasconde e genera rifiuti di diverso tipo: dagli imballaggi dei prodotti che acquistiamo ai contenuti veri e propri che, senza riflettere troppo, gettiamo via nel momento in cui perdono le loro funzionalità. La produzione mondiale pro-capite di rifiuti urbani si aggira in media intorno ad 1kg al giorno. Con queste premesse, non è difficile intuire l’importanza di trovare soluzioni adeguate al problema dell’accumulo inesorabile di rifiuti di ogni tipo, che ci impediscano di trasformare inconsapevolmente la Terra in un’enorme discarica. La raccolta differenziata rappresenta un primo passo verso la risoluzione di questo problema. Si tratta di un sistema di raccolta di rifiuti in cui sono i cittadini stessi a differenziare l’immondizia prodotta all’interno della propria abitazione. In questo modo, si contribuisce a ridurre notevolmente il numero di discariche e a risparmiare materie prime. Purtroppo, anche se sembra impensabile, ad oggi esistono ancora zone in cui non è stata adottata questa tecnica di smaltimento dei rifiuti. Cerchiamo, dunque, di capire come si comporta l’Italia a questo proposito e, più specificamente, il comune di Pontecagnano Faiano, per il quale abbiamo sviluppato la SCHEDA URP e il TIKI-TOKI: strumenti interattivi ed innovativi per fornire ai cittadini schemi chiari riguardo informazioni di pubblica utilità che restano spesso oscure. Una panoramica sull’Italia In Italia, un primo passo in questa direzione è stato fatto con il DPR 915 del 1982, che stabiliva gli obblighi relativi al riciclo, al riuso e al recupero dei materiali. Con la successiva legge 475 del 1988, sono stati istituiti i consorzi obbligatori per il riciclo ed è stata imposta la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani su tutto il territorio. Risultati immediati? Certo che no: ci sono voluti degli anni perché questo comportamento venisse effettivamente adottato in maniera omogenea in tutt’Italia. Secondo il Rapporto rifiuti Ispra 2015, l’Italia ha registrato nel 2014 il 45,2% di raccolta differenziata, riuscendo a raggiungere per la prima volta il livello obbligatorio stabilito nel 2008. Insomma, dopo tanto penare finalmente una buona notizia! Ma in questi anni il target ha continuato a salire fino ad arrivare al 65%: la strada da percorrere per il nostro Paese è ancora tutta in salita, nonostante i dati promettano bene. Il 2014 è stato un anno di grandi soddisfazioni anche per la Campania, che è riuscita a superare la media nazionale (raggiunta nel 2011 con il 37,8%) con uno scarto di oltre due punti percentuali, attestandosi al 47,6%. Meno incoraggianti sono i dati ricavati dal sito di IsprAmbiente, che mettono a confronto Nord, Centro e Sud Italia. Ancora una volta, il Sud arranca nel tentativo di stare al passo con i cambiamenti. In questo difficile quadro, tuttavia, la Campania si fa valere, attestandosi al primo posto tra le regioni del Sud con la più alta percentuale di raccolta differenziata al 2014.  ...

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Baronissi: quali strumenti di comunicazione pubblica per i cittadini

Posted by on Dic 10, 2015 in Blog, Didattica, Post

Baronissi: quali strumenti di comunicazione pubblica per i cittadini

La raccolta differenziata a Baronissi: quali strumenti di comunicazione per informare i cittadini? La raccolta differenziata diventa un servizio del Comune di Baronissi a partire dal 2000. La raccolta “porta a porta” è introdotta nel 2001. Per conoscere cosa e quando riciclare al cittadino viene fornito un calendario dove si mostrano i giorni nei quali è possibile conferire le diverse tipologie di rifiuto e un volantino ove si specifica come dividere i diversi oggetti da riciclare. Inoltre, sul sito del comune, è possibile scaricare un manuale, dal quale ricavare delle utili informazioni sul Centro di Raccolta, aperto nel 2009, e sui materiali destinati a questo sito. L’Amministrazione ha attuato una serie di progetti rivolti ai cittadini e alle attività commerciali, atti ad incentivare il conferimento dell’immondizia presso questa struttura. Per comunicare il Comune di Baronissi usa i volantini  Eco-Buoni Spesa utilizzabili presso le attività commerciali convenzionate. Per ogni kg di materiale riciclabile o per singolo pezzo conferito all’isola ecologica viene attribuito un punteggio che corrisponde ad un importo in euro in buoni spesa. Con il cambio d’olio il mondo gira meglio per 5 lt di olio esausto, consegnato al centro di raccolta comunale, viene corrisposto 1 litro di Olio Extra vergine di oliva DOP delle Colline Salernitane. Sarà che al Comune di Baronissi piacciono i volantini? Comunicare la gestione dei rifiuti con un approccio innovativo, interattivo e multimediale? La SCHEDA URP ed il TIKI TOKI sono strumenti di comunicazione pubblica per la gestione dei rifiuti. La scheda URP si articola in due blocchi di contenuti informativi istituzionali, ricavati durante il monitoraggio civico:  le informazioni di pubblica utilità, dati economico-finanziari e dati di gestione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti; informazioni per la trasparenza amministrativa con i relativi documenti istituzionali. Tiki toki è invece lo strumento attraverso cui si realizza l’infografica, una forma testuale che consente la crossmedialità: tramite foto, link, video e brevi testi descrittivi in forma di didascalia delle immagini dei documenti, esposti in sequenza cronologica, è possibile rappresentare lo sviluppo degli iter amministrativi dei progetti. Ma quanto ci costano questi rifiuti? Ce lo dice la bolletta. Abbiamo analizzato l’avviso di pagamento TARI del Comune di Baronissi: salvo alcuni punti, il testo sembra rispecchiare il principio di comprensibilità. Il cittadino riceve informazioni sul calcolo della tariffa, sul perché del pagamento e sulle sue modalità. Nota negativa è l’assenza di alcune informazioni relative al servizio che l’utente riceve in cambio del pagamento della...

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L’isola ecologica: il paradiso dei rifiuti a Baronissi

Posted by on Dic 10, 2015 in Blog, Didattica, Post

L’isola ecologica: il paradiso dei rifiuti a Baronissi

L’isola ecologica per i rifiuti di Baronissi è nata nel 2009, ma è entrato pienamente in funzione nel 2010, con delibera di Giunta Comunale n. 17 del 25.01.2010. Qui i cittadini possono portare, gratuitamente, tutti i materiali riciclabili ad eccezione dell’organico ed dell’indifferenziato, il cui conferimento è limitato alla sola raccolta porta a porta. L’isola ecologica comprende un’area di 5000 mq. e all’interno sono presenti numerosi cassoni scarrabili, che consentono lo stoccaggio temporaneo dei diversi rifiuti. Inoltre ci sono due zone coperte da tettoie; in una vengono accumulati i rifiuti urbani pericolosi mentre nell’altra vengono raccolti gli olii esausti. Tutti i materiali consegnati dagli abitanti vengono pesati da un addetto mediante l’utilizzo di una bilancia, posta all’esterno dell’ufficio aperto al pubblico. Ogni cittadino possiede una tessera magnetica su cui vengono caricati gli eco-bonus, che sono assegnati in base alla quantità di immondizia che il singolo individuo deposita presso l’isola ecologica. Un importate strumento di comunicazione che permette ai cittadini di capire come funziona l’isola ecologica è il Manuale di incentivi per la raccolta differenziata che si può scaricare dal sito istituzionale comunale. Il testo fornisce una serie di informazioni riguardo le funzioni dell’isola ecologica, le varie tipologie di rifiuti, le sanzioni, gli eco-bonus. L’isola ecologica è aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 7.30 alla 12.30; lunedì e giovedì dalle 14.30 alle 16.30. Grazie alla gestione virtuosa dei rifiuti e all’apertura dell’isola ecologica il Comune di Baronissi ha potuto attuare una serie di tagli sulla tassa legata allo smaltimento dei rifiuti, determinando notevoli benefici per il cittadino. Nel triennio 2010 – 2012 la TARSU relativa alle  utenze domestiche è stata diminuita del 17...

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Baronissi: il comune pluripremiato per la gestione dei rifiuti

Posted by on Dic 10, 2015 in Blog, Didattica, news, Post

Baronissi: il comune pluripremiato per la gestione dei rifiuti

Baronissi comune virtuoso, vincitore di premi e apristrada per la raccolta differenziata in Campania. Analizziamo quanto la raccolta differenziata incide sulle tasche dei cittadini, quali sono le percentuali di RD (raccolta differenziata), quali i costi che il Comune sostiene e i ricavi che ne derivano. Quanto spende il Comune per il servizio di RD e quali sono le percentuali di RD? Grazie alla velocità di aggiornamento dei dati, effettuati dai dipendenti comunali sul sito MySir, è possibile avere un quadro generale dei costi e ricavi sostenuti, delle percentuali di RD e delle sedi di smaltimento dei rifiuti. Dal MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale) redatto il 22/04/2015 è possibile ottenere molte informazioni. Nel 2014 il Comune ha sostenuto costi complessivi per il servizio di raccolta differenziata pari a 2.695.728. Sul sito soldi pubblici è possibile analizzare l’andamento mensile dei costi sostenuti, sia per quanto riguarda i costi assoluti, sia per i costi pro capite. Le percentuali di raccolta differenziata negli ultimi due anni sono in crescita, nel 2014 si è raggiunta la quota del 73,71%, raggiungendo il 79,52% nei primi del 2015.  Dove vanno a finire i rifiuti, come sono suddivisi e che somma il comune ricava dalla loro vendita? Materiale €/t Quantità (kg) Possibili ricavi (€) Imballaggi in Alluminio 550,00 772.240 8.494,64 Imballaggi in Acciaio 108,00 30.145 3.255,66 Imballaggi in Acciaio 108,00 772.240 10.008,23 Imballaggi in Carta e Cartone 96,50 163.120 15.741,08 Carta e Cartone 39,72 522.040 20.735,43 Plastica 305,71 772.240 165.257,04 Imballaggi in Legno 3,80 193.440 735,07 Imballaggi in Vetro 45,50 415.380 18.899,79 Pile e accumulatori 70,00 1.390 97,30 Pile e accumulatori 70,00 3.891 272,37 Olio vegetale esausto 300,00 33.595 10.078,50  R5 (Sorgenti luminose) 250,00 640 160,00 R1 (Apparecchiature refrigeranti) 40,00 18.700 748,00 R3 (TV e monitor) 40,00 31.260 1.250,40 R2(Grandi elettrodomestici)R4 (TV e monitor) 80,00 37.120 2.969,60 3.767.441 258.703,11 Da questi schemi è possibile capire che il Comune nel 2014 ha ricavato € 258.703,11 dalla vendita dei rifiuti differenziati. Somma in aumento rispetto ai 237.909,60 del 2013 e ai 187.360,60 del 2012. Le sedi di smistamento dei rifiuti differenziati sono diverse e sparse sul territorio regionale. La sede principale è Helios di Scafati, le altre sedi sono Metalsedi srl di Fisciano, Cartesar di Pellezzano, Proteg spa di Napoli, Daneco di Salerno e altre in misura minore, per un totale di 3.767.441 di tonnellate di rifiuti. Arriviamo alla parte più importante, quanto incide la RD sulle tasche dei cittadini? Nella Bolletta Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili) 2014 si legge che per un appartamento di 121 mq con 3 occupanti il totale da pagare è di € 362.000. Dal MUD è possibile ricavare che nel 2014 grazie alla Tasi il Comune ha incassato €2.670.731 che, sommati ai €161.311 della vendita dei rifiuti, portano ad una leggera plusvalenza. Il dato degli introiti, relativi alla vendita dei rifiuti, presente sul MUD è diverso da quello che troviamo sul sito Mysir. Grazie all’eccellente gestione economica del servizio...

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Rifiuti trasparenti in una Salerno “pulita”

Posted by on Lug 1, 2015 in Didattica, Post

I rifiuti per definizione sono qualcosa di cui ci si disfa perché non più utili o utilizzabili. Fortunatamente non è sempre così. Molte volte i rifiuti vivono una nuova vita dopo essere usciti dalle nostre case e soprattutto acquistano un valore che credevamo esaurito. I progetti di raccolta differenziata servono proprio a questo: preservano l’ambiente, cercano di arginare i problemi ecologici, risolvono il problema delle discariche e consentono importanti risparmi di energia e di materie prime, ma soprattutto ridanno vita a quei rifiuti e danno loro valore. Un valore economico. I Comuni come Salerno questo lo sanno bene. E per questo differenziano. Il progetto di raccolta differenziata del Comune di Salerno ha una storia abbastanza recente, ma non priva di soddisfazioni, che sicuramente sono già state raccontate. Ecco le tappe salienti della nascita e della gestione del progetto ricostruito con l’aiuto dei documenti istituzionali trovati sul sito del Comune. Nel 2008 viene adottato, per far fronte all’emergenza rifiuti, dall’amministrazione comunale il modello “porta a porta” redatto dal CONAI. Questo modello consente di differenziare i rifiuti alla base, cioè già nelle case e nei negozi. La città, al momento dell’adozione di questo nuovo piano di raccolta dei rifiuti, è stata divisa in cinque aree abitate ognuna da circa trentamila cittadini e il modello è stato adottato gradualmente a partire dalla zona orientale. Grazie al finanziamento di quasi quattro milioni di euro si è dato l’avvio all’acquisto dei materiali per la raccolta differenziata e alla costruzione di una seconda isola ecologica sul territorio salernitano. Finalmente l’ordinanza comunale del 18 giugno 2008 ha visto dare l’avvio ai primi passi di questo modello che ha immediatamente dato i suoi frutti, anche grazie all’importante campagna di comunicazione avviata dal Comune. L’unico neo trovato in questa affascinante storia è la mancanza della determina per l’assegnazione del servizio di gestione della raccolta differenziata alla società Salerno Pulita.  Insomma il Comune non sembra fare proprio di tutto per essere pulito e trasparente come la sua Salerno. E alla luce del decreto legislativo n. 33 del 2013 questo non è proprio un bene, anche perché non si sa mai dove è puntato l’occhio dell’ANAC. Si può dire, però, che l’amministrazione salernitana ha curato nei minimi dettagli il progetto, ponendo un’attenzione maggiore alla sensibilizzazione, per rendere consapevoli i cittadini di collaborare ad uno scopo comune per conseguire importanti risultati. Come dimenticare, infatti, il raggiungimento dei primi traguardi a solo un anno dall’adozione del nuovo modello. Salerno, quindi, c’è e si differenzia. A dimostrarlo, infatti, il Premio CONAI e titolo di Comune Riciclone. Dopo i fasti del passato bisogna però fare un salto temporale e tornare al presente, al 2014. Sappiamo a grandi linee come è stato strutturato il servizio di raccolta differenziata negli anni precedenti, e in linea di massima niente è cambiato, tranne l’obiettivo percentuale di raccolta differenziata da raggiungere, che la normativa nazionale pone al 65% a partire dal 2012 (adesso slittato al 2020 come...

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Valutare il Comune di Nocera Inferiore dalla Raccolta Differenziata

Posted by on Giu 9, 2015 in Blog, Didattica, news, Post

  Valutare il  comune di Nocera Inferiore  dalla raccolta differenziata Cercare tra i rifiuti spesso porta a capire molto delle vite delle persone, difatti è un modo molto utilizzato  nel cinema per rappresentare  indagini di spionaggio. Se è vero che l’immondizia parla di noi, allora potremmo capire molto dei nostri comuni italiani indagando sul loro comportamento nei riguardi della raccolta rifiuti. Ci siamo travestiti da investigatori ed abbiamo cercato e scovato pregi e difetti del comune dell’Agro Nocera Inferiore. Attraverso la SCHEDA URP e il TIKI TOKI , cioè testi interattivi e multimediali, abbiamo elaborato dati ed informazioni utili ai nostri cittadini che spesso vengono tenuti all’oscuro di come i soldi pubblici vengono utilizzati per la propria città. Cosa abbiamo capito sull’identità, comportamento e modi di fare del Comune di Nocera Inferiore? I pregi: Nocera è un Comune che differenzia! Sì, lo si evince dallo stanziamento ed approvazione dei  Fondi POR FESR Campania   2007/2013 dove è stato erogato un finanziamento di Euro 460.950,00 per Nocera  che è riuscita a beneficiare di tale somma. Ha attuato il piano per  la raccolta differenziata, con un suo regolamento  preciso, dimostrando di attenersi alle normative vigenti (Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, n° 198 ) che disciplinano la gestione dei rifiuti che costituisce attività di pubblico interesse.    Nocera tiene al suo look! Ebbene, vi sono varie scelte possibili per la raccolta dei rifiuti urbani, ma quella più utilizzata è il modello di raccolta  stradale, con le relative campane (vetro e alluminio, plastica, carta e cartone ed indumenti) e cassonetti (rifiuti umidi organici e materiale indifferenziato) a disposizione per i cittadini.  Il Comune di Nocera Inferiore però ha mostrato parecchia sensibilità all’immagine delle sue strade, introducendo la raccolta “PORTA a PORTA”  coprendo  così 2/3 dell’area urbana. Questa scelta è caratterizzata  dalla volontà di evitare ammassi di rifiuti che oltre ad essere uno spettacolo poco carino sono anche fortemente sconsigliati poiché il loro mancato prelievo causa alterazione della loro composizione. Solo attraverso al  porta a porta si garantisce un servizio puntuale ed efficiente. Difatti attraverso una tabella, fornita a tutti i cittadini, è stato mostrato un piano di raccolta a giorni per materiali, garantendo un servizio chiaro e puntuale.   Quali sono i difetti che sono emersi dall’indagine? La nostra analisi è stata concepita come una ricerca delle caratteristiche di questo Comune, quasi come si fa per comprendere il carattere di una persona, definendone pregi e difetti. Proprio per questo motivo abbiamo rintracciato i pregi del nostro Comune nei riguardi della tutela e rispetto per l’ambiente. Ma rispettare l’ambiente circostante non vuol dire solo rendere un servizio efficiente al cittadino, ma significa anche comunicare il servizio al cittadino (Legge 150/2000) e avvicinare il cittadino all’amministrazione attraverso politiche di trasparenza (D.lgs 14 marzo 2013, n.33).  Parliamo cioè  di OPEN DATA cioè di dati liberamente accessibili a tutti, che richiama il concetto dell’open government che mira ad una pubblica amministrazione  aperta ai cittadini, tanto in termini di trasparenza quanto di partecipazione.  Purtroppo è proprio su questi aspetti che il comune ha mostrato alcuni difetti che in seguito...

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