Salerno Riciclona - Storytelling documentale sulla gestione della RD

Salerno Riciclona – Storytelling documentale sulla gestione della RD

Posted by on Giu 23, 2017 in Blog, Didattica, Post

Salerno Riciclona – Storytelling documentale sulla gestione della RD

I dati raccolti

 

Salerno Riciclona: Cronistoria di un comune virtuoso


La parola «rifiuto» viene definita dall’ordinamento italiano (acquisendo, in tal senso, valore giuridico) come «qualsiasi cosa di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi».

Ciò di cui ci disfiamo può, però, divenire nuovamente fruibile in forme nuove, in seguito a trattamenti rigenerativi. È esattamente questo il principio che governa motivazioni e necessità del riciclo e della raccolta differenziata.

 

La preparazione al processo di implementazione della RD: dall’importanza della comunicazione all’acquisto dei beni materiali


In seguito al grave stato di crisi ambientale in cui versava l’intera regione, l’amministrazione comunale di Salerno con a capo Vincenzo De Luca, in data 16/01/08, decide di rispondere alla situazione emergenziale con una ordinanza, in risposta alla delega commissariale conferita al sindaco dall’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi.

Parte, quello stesso giorno, il grande investimento in comunicazione di 1.500.000,00 euro per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata, con conseguente creazione di impiego ed attività formativo/professionali lungo tutto il territorio.

In pochissimi giorni è quasi tutto pronto: il 25/01/08 viene approvata la fornitura di mezzi, materiali ed attrezzature per la zona Ovest della città per un totale di 900.000,00 euro. La fase di rodaggio parte, sia per priorità sia per obbligo di sperimentazione, dai quartieri che hanno maggiormente risentito della crisi dei rifiuti.

 

La Raccolta Differenziata può prendere vita: gli step, le fonti di investimento e la S.p.A incaricata


Il 4/03/08 è il giorno decisivo: viene approvato il piano CONAI di raccolta integrata dei rifiuti che indica i passi da seguire prima dell’estensione del progetto su tutto il territorio comunale.

Salerno si vede divisa in cinque macro-aree in concomitanza con l’acquisto approvato, due settimane dopo l’ordinanza del piano di raccolta, di attrezzature per start-up alla presenza del sindaco De Luca.

È la volta del piano finanziario. Un’impresa di questo tipo ha un ovvio bisogno di ingenti fonti che la supportino, la incoraggino e la rendano operante.

L’investimento per Salerno città è di oltre 3.800.000,00 euro, con l’obiettivo di fronteggiare sì l’emergenza, ma anche di raggiungere il macro-obiettivo del benessere ambientale non solo momentaneo del capoluogo di provincia.

Una progettualità di tutela ambientale di questo tipo, a lungo termine, non può, ad ogni modo, fare a meno di una o più stazioni/isole ecologiche. Con la sopraccitata base di finanziamento, il Comune di Salerno è riuscito a costruire una seconda isola (in aggiunta a quella già attiva), all’interno della quale i cittadini possono conferire qualsiasi tipo di rifiuto, con l’unica eccezione dei rifiuti organici.

La scheda a loro dedicata sul sito web del comune ed i dati numerici espressi in kg delle due isole rispetto ai codici CER rilevati (Anno 2014).

Tra il 16/05/08 e il 18/06/08 sono state messe a regime, fra le altre, tre importanti delibere dell’amministrazione comunale:

  • La prima, relativa all’acquisto di nuove attrezzature;
  • La seconda, rispetto alla nomina del responsabile del procedimento*: il dott. Maiorino;
  • L’ultima, e più importante, riferita all’inizio della raccolta integrata dei rifiuti, con conseguente affidamento del processo di raccolta, su tutto il territorio di Salerno, alla società per azioni «Salerno Pulita».

*La figura del responsabile del procedimento è stata istituita con la L. 241/1990.

 

Salerno Pulita: l’identikit della società incaricata della Raccolta Differenziata


Salerno Riciclona

Salerno Pulita, il suo logo ed il suo pay-off.

Salerno Pulita è un’azienda che si occupa, in prevalenza, della gestione di servizi di pulizia, igiene ambientale e Raccolta Differenziata, nata nel 1997 per volontà del Comune di Salerno e di alcune cooperative che già svolgevano servizi nel settore.

L’unico dubbio sull’idoneità di questa società rispetto alle obbligatorie procedure di trasparenza amministrativa, prescritte dal d.lgs. 97/2016 (quest’ultimo modifica il d.lgs. 33/2013), risiede nella completa assenza di qualsivoglia informazione (ad oggi) all’interno della sottosezione «Informazioni ambientali» della sezione «Amministrazione Trasparente» del sito web www.salernopulita.it.

 

 

 

Il soprannome «Salerno Riciclona»: la realtà da seguire per i comuni con più di 100.000 abitanti


In una Regione proiettata alla ribalta delle cronache mondiali per i roghi appiccati alle montagne di rifiuti, Salerno non ha conosciuto un solo minuto di emergenza rifiuti. Non un sacchetto per strada.

L’ineccepibile virtù del comune di Salerno nell’affrontare lo stato emergenziale, nel superarlo e nel mantenersi su standard molto alti di raccolta differenziata doveva essere raccontata, nero su bianco.

I dottori Costarella e Lepore hanno deciso di documentare (qui il testo integrale) l’impresa titanica del comune di Salerno (72% di RD), uno straordinario record se considerato che solo pochi anni prima la città veniva depennata da ogni agenzia di viaggi/tour operator, perché collegata dai media all’asfissiante crisi che stava attanagliando le cinque province campane e che aveva, ormai, risonanza internazionale.

Vincitore del primo premio nell’ambito dell’evento “Comuni Ricicloni” nel 2014 (65,5%) e nel 2015 (64%), nel 2016 perde lo scettro di primo capoluogo di provincia della Campania per percentuale di RD, piazzandosi sul secondo gradino del podio (con il 64,05%) lasciando lo scettro al comune di Benevento (65,23%), dopo anni di incontrastata circolarità virtuosa.

Il Comune di Salerno resta, però, in testa nella classifica generale dei comuni campani con più di 100.000 abitanti, pur perdendo diversi punti percentuali rispetto ai fasti di qualche anno prima.

Da queste «vittorie per virtuosità» ne è derivato il titolo simbolico “Salerno Riciclona“.

Salerno Riciclona

L’aspetto grafico cartoon dell’evento “Comuni Ricicloni”, anno 2016

 

La timelime visuale Tiki-Toki, la scheda URP e l’istituzione della TARI: l’apparato documentale tra piani finanziari e tariffe (TARI) 2014/2015


Con un trasversale strumento, Tiki-Toki, è stato possibile raccontare la vita della raccolta differenziata nel comune di Salerno, facendo affidamento sull’apparato documentale derivato dal mio monitoraggio civico.

All’interno di questa piattaforma ho ricostruito l’iter amministrativo di attuazione dei progetti, montando, a partire dal sopraccitato apparato, una sequenza visuale cronologica esplicativa degli eventi che hanno caratterizzato l’excursus della RD, dal 2008 fino ad oggi.

Di fianco a questo sentiero di link, documenti ed immagini, non va assolutamente dimenticata la scheda URP, resoconto grafico davvero immediato del tipo di monitoraggio effettuato.

Oltre ai diffusi finanziamenti del 2008 (per mezzi, attrezzature, comunicazione, formazione e costruzione di impianti collaterali), la RD nel comune di Salerno è rimasta in piedi grazie al contributo dei cittadini che pagano, dal 2014, la nuova tassa sui rifiuti: la TARI.

La TARI, istituita nel 2014, è una componente dell’imposta unica comunale destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico dell’utilizzatore.

Il 30/09/2014 il Comune di Salerno delibera l’approvazione del regolamento comunale per l’applicazione del tributo sul servizio rifiuti e l’approvazione del piano finanziario.

Nel piano finanziario del 2014 vengono redatte:

  • le valutazioni economiche del servizio;
  • l’organico del processo;
  • le modalità di esecuzione del servizio;
  • i nomi degli affidatari della gestione della raccolta;
  • il quadro riepilogativo dei costi con descrizione dettagliata dell’attività e relativa spesa presunta.

Con l’aiuto del sito web Diritto di Sapere, piattaforma protettrice del diritto di accesso dei cittadini, è stato possibile raggiungere i dati numerici relativi alla Raccolta Differenziata e agli importi liquidati del 2014.

È stato possibile ottenere, grazie alla militanza civile dei responsabili del sito, anche i dati e gli importi liquidati dell’anno 2015, che l’istituzione comunale ha fornito in formato non modificabile.

La necessità di un investimento pubblico in comunicazione


Il Comune di Salerno ha risposto alla mia richiesta d’accesso, sulla base del d.lgs. 97/2016, rispetto alla ricerca di informazioni ambientali riferite all’anno 2015.

Stupisce la quasi assenza di riferimenti rispetto all’anno in questione sul sito web, considerato l’unico documento pubblicato dal webmaster.

La responsabile del procedimento, la dott.ssa Maria Ventura, mi ha però prontamente fornito il piano finanziario e le tariffe TARI del 2015, che resta però assente, come detto, all’interno della sezione “Amministrazione Trasparente” del sito web del Comune.

Sorprende che tale disattenzione dell’istituzione comunale agli obblighi di trasparenza amministrativa sia parallela ed, al tempo stesso, converga dal punto di vista della sottosezione (web) (Informazioni Ambientali) con l’inadempienza, descritta in precedenza, della società per azioni Salerno Pulita.

Salerno Riciclona

Un deciso investimento in web editing e comunicazione dovrebbe essere il primo passo verso la creazione di identità cittadine più consapevoli del proprio diritto alla partecipazione. La figura del comunicatore pubblico diventa fondamentale nei processi di co-decisione e di cittadinanza attiva.

Anche l’assenza dal web del MUD, Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, conferma il grande deficit comunicativo/informativo delle istituzioni: la Camera di Commercio comunica soltanto attraverso le indicazioni per la corretta compilazione del modello, ricordando svariate volte il termine ultimo di presentazione del documento fissato per ogni anno in data 30 aprile; il Comune, invece, palesa i recapiti PEC per il diritto di accesso civicodimenticando di rendere aperti i dati.

Ancora una volta, un considerevole investimento pubblico in comunicazione sembra essere unico crocevia e viatico per un adeguamento rispetto alle norme statali di trasparenza, partecipazione e diritto di accesso/sapere.

 

Il Monitoraggio Civico: dalla quantità di rifiuti prodotta ai costi della TARI


I risultati della mia ricerca proclamano un unico vincitore: il sito web MySir, grande aiuto per le istituzioni ed esempio di militanza civile in favore del diritto dei cittadini ad essere informati.

Si tratta di un portale derivato dal progetto SIR, quest’ultimo nato nel mese di gennaio del 2003.

Il monitoraggio si è concentrato principalmente sul biennio 2014/2015 e, in particolare, in riferimento a:

  1. Le quantità di rifiuti prodotte rispetto ai principali codici CER (in kg);
  2. Gli impianti di destinazione dei suddetti rifiuti, con annessi codici CER, denominazione, descrizione e coordinate geografiche;
  3. I possibili ricavi (in €/tonnellata).
  4. Le quantità di rifiuti: differenziati, totale, pro capite (in kg) ed in percentuale (%).

A tutto questo si aggiungono i dati relativi alla TARI (di seguito riportati), rispetto al biennio 2014-2015, che il Comune di Salerno mi ha prontamente comunicato dopo la mia richiesta d’accesso.

Salerno Riciclona

Nel 2015 si registra un aumento rispetto all’anno precedente del costo e dell’incasso TARI.

L’intera tabella relativa a costo e incasso TARI è visibile qui.

Salerno Riciclona

I costi specifici della TARI 2014-2015

L’intera tabella relativa ai costi della TARI, per settore, è visibile qui.

A questo punto, sarebbe superfluo rimarcare la necessità di un continuo e lucido monitoraggio civico, per salvaguardare gli interessi della comunità e dei soggetti attivi che intendono partecipare ai processi decisionali, anche in ragione dell’istituto giuridico del diritto di accesso civico, divenuto generalizzato a partire dal 23 dicembre 2016, in seguito all’applicazione della norma che risponde all’acronimo inglese FOIA.