Pagani: dal 2006 ad oggi, un comune in discussione

Posted by on Ott 4, 2018 in Post

Pagani: dal 2006 ad oggi, un comune in discussione

In questi ultimi mesi il Comune di Pagani ha vissuto un importante periodo transitorio – tuttora in atto –, nonché di sfida personale in tema di smaltimento e riciclaggio rifiuti. Com’è visibile dalla linea temporale realizzata, si è passati da timidi tentativi progettuali in ambito di raccolta differenziata nel 2000 all’approvazione e avvio del primo progetto di Raccolta Differenziata Integrata nel 2006, passando per %RD non sempre ottimistiche ed emergenze rifiuti susseguitesi negli anni, fino a giungere alla recente istituzione dell’Azienda Speciale Pagani Ambiente (maggio 2018). Il percorso non è stato privo di imprevisti o cambi di rotta né di incertezze, considerando anche l’ultimo traguardo raggiunto; ciò nonostante, dalle ricerche svolte è emerso un Comune che si è sempre messo in discussione per cercare di ottenere il meglio per i propri cittadini. Tuttavia non è stato esente da alcune inefficienze, quali: mancata adesione al portale MySir (Sistema Informativo Rifiuti), che dal 2008 rappresenta il sistema ufficiale attraverso il quale i comuni delle province di Napoli e Salerno inviano alla Regione Campania i dati relativi la propria raccolta e smaltimento rifiuti; mancata pubblicazione dei MUD sul sito comunale; mancata comunicazione ai principali portali di riferimento online (MySir, ORGR – Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti Campania –, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale –), di tutte le informazioni relative al 2017 in materia di rifiuti (MUD, %RD, costi, ricavi); comunicazione col pubblico spesso non chiara né trasparente; mancata o parziale comunicazione delle iniziative che si è deciso di attuare. I dati rilevati Dopo aver protocollato presso il Comune una Richiesta di Accesso Civico, richiedendo di fornire, per gli anni 2015, 2016 e 2017, i MUD non pubblicati (dati solo parzialmente) e informazioni inerenti alla suddivisione del costo della TARI (spiegato genericamente dal responsabile, che ha poi invitato a calcolare cifre più specifiche autonomamente), la situazione paganese in materia di RD ha presentato i seguenti risultati: GRAFICO “Quantità di rifiuti prodotta in base al CER di riferimento” Di quanto mostrato, il grafico seguente evidenzierà i luoghi di smaltimento cui sono destinati determinati CER, anch’essi visibili sulla mappa.* GRAFICO “Geolocalizzazione luoghi smaltimento rifiuti” Inoltre, grazie alla consultazione del sito dell’ISPRA è stato possibile individuare la %RD dal 2010 al 2016, da cui si è notato che l’andamento in tale arco temporale è consistito in una inesorabile e costante discesa: da un buon 46,56% (2010) si è giunti ad un 17,47% (2015), rilevando un leggero, seppur basso, rialzo per il 2016, 28,47%. Eppure nel lontano 2009, a soli tre anni dall’adesione alla raccolta differenziata da parte del Comune, si era riuscito a raggiungere un rispettoso 62,8%, una mosca bianca considerando i recenti dati.** GRAFICO “Andamento %RD” Va specificato che il Comune di Pagani nel tempo è andato incontro anche ad alcune oscillazioni di percorso con le aziende cui aveva affidato lo smaltimento dei rifiuti. Dopo avere proseguito con la Multiservice...

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Open Data Day: ricomincio da tre

Posted by on Feb 20, 2015 in Blog, Post

Open Data Day: ricomincio da tre

Terzo Open Data Day Ed eccoci al terzo Open Data Day e alla fine di un altro anno accademico del corso di Comunicazione pubblica e linguaggi istituzionali. Il primo Open Data Day nel 2013 con il team di OpenCoesione sul Data Journalism e il primo monitoraggio civico all’asilo nido dell’Ateneo di Salerno. Il secondo ODD con Legambiente, i comuni di Pellezzano e di Eboli, le imprese del Consorzio 100% Campania per capire quali dataset open data sui rifiuti sviluppare che siano utili a cittadini ed imprese. Ed eccoci al terzo ODD con Gianluca de Martino del team Dataninja e Rosy Battaglia di Cittadini Reattivi per capire come fare inchieste di Data Journalism civico. Ogni anno lo stesso obiettivo: far incontrare corsisti, colleghi, giornalisti, comunicatori pubblici per capire quali informazioni istituzionali devono provenire da dataset Open Data da sviluppare per nuove produrre forme d’informazione e di comunicazione pubblica. Quest’anno i corsisti del corso “Comunicazione pubblica e linguaggi istituzionali” hanno fatto una buona “caccia” alle informazioni istituzionali. La gran parte di loro ha cercato le informazioni ambientali nei siti web istituzionali dei Comuni, lì dove dovrebbero essere pubblicate per il Dlgs 33/1013. Hanno cercato dati e informazioni in delibere, regolamenti, determine, hanno ricostruito gli iter procedurali dei piani di gestione dei rifiuti, hanno trovato progetti per premiare cittadini virtuosi. Come monitoranti civici hanno intervistato responsabili e assessori. C ome dovrebbe saper fare un/una brava/o comunicatore pubblico hanno imparato a gestire dati e informazioni disperse nelle carte di diversi uffici o chiuse nei database. Hanno collezionato queste informazioni in una scheda notizia che ogni Urp dovrebbe redigere per rispondere a chi vuole fare un monitoraggio civico sui piani di gestione dei rifiuti urbani comunali. Dati, informazioni di pubblica utilità, visualizzazione degli iter procedurali sono gli ingredienti dei loro post che raccontano le storie di Comuni grandi e piccoli della Campania che gestiscono una merce preziosa, i rifiuti. Merce che qui abbiamo in abbondanza, ma che non conosciamo abbastanza perché i nostri Comuni comunicano solo nei MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale) e in altri documenti amministrativi quantità, tipo di rifiuto, destinazione. Eppure sono dati e informazioni che dovrebbero essere ben gestite dai Comuni per rendere chiare e comprensibili le tasse e per creare circoli virtuosi con il riuso, il riciclo e la vendita dei rifiuti alle aziende che li usano. Questo dovrebbe essere il lavoro dei comunicatori pubblici: professionisti all’interno delle PA capaci di gestire dati e informazioni per gli obblighi di trasparenza amministrativa ed aggregarli per le necessità di accountability ai cittadini. E la leva per rendere necessaria questa figura professionale nelle PA è il diritto di accesso civico che deve essere esercitato dai giornalisti per fare le loro inchieste e dai cittadini per controllare l’operato delle amministrazioni pubbliche. Più ci saranno richieste di accesso civico da parte di giornalisti e cittadini, più per le PA sarà necessario avere un comunicatore pubblico capace di...

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Citizen wake up!

Posted by on Nov 24, 2014 in Blog

Citizen wake up!

Citizen wake up! Within SEiSMiC (Societal Engagement in Science, Mutual learning in Cities) our project “Diritto di Accesso civico” aims at promoting the culture of trasparency and accountability of the Public Sector. Our goal is to train those who communicate in the Public Sector to provide good information about services and public spending. Our research field is Public Sector Information on projects financed with public funds, in particular with European Structural and Investment Funds (ESIF). Our project is a lab for open data use and a writing lab whose main tools are blog posts, infographics and other texts. We engage in the municipalities in order to take information to be organized in open data and information sheets on public spending on services, for example the separate collection of waste and public transport services, for example the metro. Thus we promote the culture of accessibility to public information for civic and data journalism....

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DdACit partecipa alla rete SEiSMiC per l’innovazione sociale

Posted by on Lug 23, 2014 in Blog, Post

DdACit partecipa alla rete SEiSMiC per l’innovazione sociale

Roma, Lunedì 14 luglio  meeting inaugurale della Rete Italiana del Progetto SEiSMiC, Societal Engagement in Science, Mutual Learning in Cities, co-finanziato dal 7° Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico dell’UE. La rete SEiSMiC, insieme al progetto Boost, supporta la ricerca sulle politiche urbane del programma JPI Urban Europe, Joint Programming  Initiative, della Commissione Europea  per rafforzare la ricerca sull’innovazione sociale e distribuire al meglio le risorse nei contesti urbani. Al progetto partecipano 13 partner provenienti da 10 Paesi europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, Turchia e Regno Unito.  Cittalia, fondazione di ricerca dell’ANCI,  nodo in Italia del progetto europeo, ha riunito nella sala convegni della Città dell’Altra economia  vari  gruppi di stakeholders  grazie ai quali costruire un dialogo sulle politiche urbane e l’innovazione sociale. Il progetto SEiSMiC  mira a realizzare una piattaforma  per la progettazione partecipata di  soluzioni condivise per migliorare la vita nelle città future. Stakeholders di innovatori di media, centri di ricerca,  università e scuole hanno dato vita a Focus group a Napoli, Bologna e Roma  per rilevare visioni differenti delle  città nel 2050 e le possibili trasformazioni urbane. Doris Wilhelmer dell’Austrian Institute of Technology ha presentato le 4 aree delle sfide per l’innovazione sociale dei prossimi 40 anni: partecipazione accessibilità resilienza diversità Per disegnare la roadmap per le future azioni del progetto sono stati creati 4 gruppi di innovatori sociali per ogni area sotto la guida di un moderatore e di un responsabile per Cittalia. Disegnatori hanno rappresentato le idee sull’innovazione sociale e le visioni delle città del 2050 Il prossimo appuntamento della Rete Seismic sarà a Bruxelles il prossimo...

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