Perito si Differenzia: la raccolta differenziata e l'(IN)comunicabilità. - Diritto di Accesso Civico

Perito si Differenzia: la raccolta differenziata e l'(IN)comunicabilità.

Posted by on Gen 18, 2019 in Blog

I dati raccolti

Il Comune di Perito si trova all’interno del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Fa parte di un’area protetta, dove la salvaguardia dell’ambiente è una priorità per le politiche locali.  Così, negli ultimi anni, il Comune si è impegnato per ottimizzare le buone pratiche della raccolta differenziata. I principali problemi non riguardano la raccolta differenziata dei rifiuti, ma la comunicazione dei dati che il comune dovrebbe fornire ai cittadini.  Abbiamo cercato di analizzare, attraverso diverse piattaforme, l’andamento della raccolta differenziata dall’interno. Attraverso l’utilizzo di mezzi interattivi e multimediali come la SCHEDA URP e la piattaforma TIKI TOKI, abbiamo elaborato i dati utili ai nostri cittadini per fare il punto sulle politiche di gestione dei rifiuti.

 

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Venere Pasca

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Venere Pasca 40.298610, 15.148330 Comunicatore Pubblico: Venere PascaComune: PeritoProgetto: \"Perito si differenzia: la raccolta differenziata e l’(in)comunicabilità\" Attuatore:Comune di PeritoFonte Istituzionale: Comune di Perito

 

MA COME SI COMPORTA IL COMUNE DI PERITO

Perito, sei più bello se pulito!

Il Comune di Perito si è dimostrato sensibile alla questione ambientale. All’interno delle scuole del paese sono stati fatti, nel corso degli anni, numerosi progetti laboratoriali sulla sensibilizzazione ambientale. Uno di questi coinvolgeva i bambini della scuola elementare e media nella realizzazione di cartelli per la prevenzione ambientale, come “Perito sei più bello se Pulito!“. La raccolta differenziata inizia nel 2006. Il Comune ha distribuito nelle case il calendario della raccolta differenziata e un libretto illustrativo sulla differenziazione dei rifiuti.

Essendo un comune di piccole dimensione, dove ancora oggi l’agricoltura è un settore di rilievo e dove la maggioranza delle famiglie hanno, anche solo per diletto, una piccola coltivazione, il comune ha distribuito, gratuitamente, delle campane per il compostaggio. Queste vengono ancora usate da qualche famiglia. Inoltre, il sistema di raccolta “Porta a Porta” ha permesso anche la riqualificazione della zona in cui si trovavano i cassonetti per la raccolta differenziata, situati nei pressi della piazza centrale del paese ed ha permesso l’aumento dell’efficienza del servizio.

Dal 2006 ad oggi la percentuale di rifiuti differenziati smaltiti è cresciuta notevolmente. Nel 2016 il Comune riceve il riconoscimento di Comune Riciclone da Legambiente, per aver superato il 65% di rifiuti differenziati smaltiti. L’amministrazione ha aderito, inoltre, al progetto Campania Differenzia. Il progetto viene promosso dal Ministero dell’Ambiente e da ANCI. Si propone di affiancare i Comuni sul fronte giuridico-amministrativo e tecnico-operativo, ma anche di valorizzare i risultati raggiunti dalle Amministrazioni locali.

Cheap Perito: la raccolta differenziata sostenibile per i cittadini.

Il comune di Perito ha scelto da tempo di offrire un servizio di raccolta “Porta a Porta”. Ha preferito mantenere l’aliquota minima sulla tassa sui rifiuti. In un piccolo borgo che non raggiunge i 1000 abitanti, questa è una scelta che tutela sicuramente i cittadini. Avvalendoci della piattaforma MySir, e analizzando i possibili ricavi che il comune potrebbe trarre dalla vendita dei materiali differenziati, notiamo come, la scelta dell’aliquota minima potrebbe essere integrata da un sistema di vendita dei materiali. Questa scelta aiuterebbe sicuramente la sostenibilità del servizio. Vediamo come, solo per l’anno 2015, il Comune si sia fatto scappare la possibilità di incassare 10.362,60, divisi per la vendita di imballaggi in alluminio, imballaggi in acciaio, carta e cartone, plastica, vetro, R1 e R3.

“Chi non comunica scompare.”

Non tutti sanno che ognuno di noi ha diritto ad accedere a dati che devono, per legge, essere resi pubblici dalle nostre amministrazioni. Gli OPEN DATA sono dati liberamente accessibili a tutti. Si ricollegano all’open government, ovvero la disciplina che vede la pubblica amministrazione aperta ai cittadini, tanto in termini di trasparenza quanto di partecipazione diretta al processo decisionale. La partecipazione attiva può avvenire anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La digitalizzazione delle amministrazione ha permesso, o potrebbe permettere, il facile accesso ad informazioni, dati e documenti che dovrebbero essere appunto usufruibili da tutti.

Ci sono molti piccoli borghi nel vasto territorio del Cilento che stanno scomparendo. Borghi che non comunicano la loro esistenza, e sopratutto non diffondono informazioni. Perito sicuramente non fa eccezione. Il piccolo comune offre ai cittadini un buon sistema di gestione dello smaltimento dei rifiuti, anche nel periodo estivo, quando la popolazione del paese cresce quasi del 60%. Manca, però, l’incoraggiamento a compiere qualche passo in più. Manca la spinta amministrativa al cambiamento.

Una delle maggiori difficoltà è il reperimento di documenti in formato digitale, probabilmente una pecca, se non addirittura una mancata competenza nell’ambito comunicativo, di chi questi dati li gestisce. Se da un lato il reperimento dei dati sul sito del Comune risulta essere difficoltoso e impossibile, dall’altro l’amministrazione risponde bene al confronto faccia a faccia. I dati sono stati, infatti, recuperati in sede e forniti in formato cartaceo. Questo non garantisce la totale fruibilità dei dati a chiunque ne voglia avere conoscenza e permette un controllo sui dati che si ha intenzione di fornire.

Digitalizziamoci, Organizziamoci, Comunichiamo.

La realtà digitale si scontra con una popolazione dall’età media estremamente avanzata e con lo spopolamento del borgo. In un paese ancora fortemente legato alla chiacchiera da piazza, viene difficile pensare alla necessità di rendere fruibili i dati digitali. Ma questo risulta essere, forse, un alibi perfetto per giustificare l’assenza di un URP e la mancata digitalizzazione dei documenti di interesse per i cittadini. La comunicazione delle iniziative riguardanti la raccolta differenziata viene basata principalmente sulla consegna porta a porta dei libretti illustrativi e dei calendari per la raccolta differenziata. Sul sito scompare persino la comunicazione sui meriti degli stessi cittadini. Non si è comunicata neanche la premiazione del comune come uno dei Comuni Ricicloni del 2016. Non si trova neanche la delibera che inserisce il comune nel progetto Campania si differenzia.

Anche le informazioni ambientali vengono riposizionate all’interno del sito dell’amministrazione. Non vengono raccolte sotto la sezione amministrazione trasparente, ma in una sezione che rimanda al progetto Campania Differenzia. Anche l’albo pretorio non risulta di facile consultazione. La difficoltà dipende dalla mancanza di un unica parola chiave, per la ricerca di documenti che riguardano un unico ambito.

Anche la gestione delle richieste dei dati attraverso le mail non è efficiente. Anzi, potremmo dire che è totalmente assente. Risulta quindi difficile comunicare telematicamente con l’amministrazione, mentre sembra essere ancora privilegiato il contatto faccia a faccia.

Ma ci pensi che potresti cambiare?

 Dall’analisi svolta sono emerse due principali criticità: la scarsa comunicazione con i cittadini e la dimenticata possibilità di guadagnare per investire.

Si riscontra una carenza nella digitalizzazione e, soprattutto, nella organizzazione delle informazioni che sono presenti sul sito. Nonostante la disponibilità che si riscontra, invece, nell’ottenere queste informazioni dal vivo.

Inoltre, l’amministrazione non risulta attenta alla opportunità di guadagno. Queste non vengono solo dalla possibile vendita di materiali, ma anche dalla gestione innovativa del servizio di smaltimento. La distribuzione, illo tempore, delle campane per il compostaggio domestico dimostra come l’amministrazione sia informata circa le nuove possibilità di gestione dei rifiuti. E, dunque, perché non permettere la possibilità di istallare un impianto di compostaggio di comunità? I casi nella nostra penisola sono diversi e diversificati. Hanno per la maggioranza dato ottimi risultati, sia in termini di guadagno monetario che di immagine. La produzione minima di rifiuti biodegradabili non raggiunge i 40000 chili annui. Questo prospetta  addirittura la possibilità di farsi pagare dai comuni vicini per lo smaltimento. Il sistema di compostaggio permetterebbe la produzione di compost di alta qualità. Inoltre la forte vocazione agricola del territorio agevolerebbe la sua vendita.

Lo scenario dell’istallazione di un sistema di compostaggio di comunità apre anche una prospettiva occupazionale, e ad una progettualità che volge uno sguardo al futuro. Inoltre risulta essere uno dei punti del progetto Campania Differenzia, a cui il comune aderisce dal 2010.

 “Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa.”