Posted by Vincenzo Esposito on Dic 18, 2018 in Blog
Una panoramica generale: cos’è un rifiuto e perchè riciclare? Nell’ordinamento giuridico italiano il rifiuto viene trattato nell’articolo 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152( chiamato Testo unico ambientale). In questo testo normativo il rifiuto viene individuato come “Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi” . In Italia, secondo i dati elaborati dall’Environment Data Center on Waste di Eurostat, ogni cittadino produceva nel 2014 circa 488 chili di rifiuti , come possiamo notare da questa grafica creata da wired per un suo articolo. I rifiuti con se portano molti problematiche, una è sicuramente quello dello smaltimento dei rifiuti, pratiche non ortodosse di smaltimento hanno portato a gravi situazioni di crisi soprattutto in Campania. Once Upon A Time In Nocera Inferiore Questa crisi non ha risparmiato Nocera Inferiore. Nocera è un comunein provincia di Salerno situato nell’agro nocerino-sarnese . Il comune si presenta come uno dei più grandi centri abitati dell’agro con i suoi 45.796 abitanti ed è individuato da molti come la sua capitale . Fondato più di 2 millenni fa il comune di Nocera su alcuni argomenti sembra essere rimasto nel passato da cui proviene, la raccolta differenziata è uno di quegli argomenti critici affrontato da tutte le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni. Partita il 30 giugno del 2008 con il la delibera n.10 risulta essere poco seguita dai cittadini e poco innovativa per funzionare. La raccolta differenziata è partita con l’introduzione delle cosiddette “campane” per la raccolta differenziata Per avere un evoluzione della raccolta differenziata, e un miglioramento della stessa, si dovrà aspettare il biennio 2013/2014 con alcuni provvedimenti e alcune manifestazioni, tra le più importanti possiamo ricordare: le delibere comunali n.8 e n.13 2013 :che introducono un regolamento per la raccolta dei rifiuti urbani e dei premi per chi differenzia;determina dirigenziale n.53 2013 : con cui il comune di Nocera Inferiore estende il raggio di influenza della raccolta differenziata a gran parte del territorio e abolisce i cassonetti della raccolta differenziata e passa al regime del porta a...
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Posted by Giuseppe Coppola on Dic 18, 2018 in Blog
Fare i conti con il riciclaggio Quello dei rifiuti è un discorso da sempre contraddistinto da dubbi e interrogativi che, col passare degli anni, hanno minato ancora di più le poche certezze relative a questo tema. Come fa notare Legambiente, solo il 30% dei rifiuti viene raccolto ed avviato al riciclo, nonostante i notevoli passi avanti fatti dall’Italia negli ultimi anni. Sulla nostra penisola, la strada principale per lo smaltimento dei rifiuti è rappresentata dalle discariche, un mondo però ancora caratterizzato da molte attività illecite che spezzano i sogni di un futuro fondato sulla prevenzione e soprattutto sul riciclaggio, alimentando le fonti di inquinamento per il pianeta e soprattutto per l’uomo. L’impatto di discariche ed inceneritori sull’uomo. Fonte: Wired Italia Dalle difficoltà della Campania alle speranze di ripresa “La Campania non può ridursi a teatro di questa commedia politica. No agli inceneritori, si realizzino per ogni provincia del centro sud nuovi impianti per trattare l’organico differenziato raccolto da sempre più comuni ricicloni”. A pronunciare queste parole, in coro, sono Stefano Ciafani e Maria Teresa Imparato, rispettivamente Presidente nazionale di Legambiente e Presidente di Legambiente Campania. Quella della nostra regione resta una delle situazioni più delicate dell’intera penisola italiana: uno dei quadri maggiormente deturpati da un errato approccio al riciclaggio e dal tentativo esasperato di trasformare ogni aspetto della vita umana in business e lucro che vanno addirittura contro la sua salute. Dal generale al particolare: San Salvatore Telesino Nel quadro regionale così bersaglio di critiche e sguardi orientati alla ricerca del lato occulto però ci sono anche alcune zone, soprattutto tra le realtà più piccole, che anno dopo anno collezionano numeri positivi ed in crescendo per il bene delle proprie comunità. Una di queste isole felici è San Salvatore Telesino, piccolo paesino in provincia di Benevento ed ormai costantemente tra i comuni ricicloni della Campania. Il Parco del Grassano, una delle località più visitate della Campania e simbolo della tutela ambientale San Salvatore Telesino nasce nel cuore del Sannio ed è custode di uno dei paradisi ambientali più belli ed affascinanti della regione, il Parco del Grassano. E’ questo uno dei simboli della vicinanza all’ambiente della piccola comunità di circa quattromila abitanti che, dal maggio del 2010, ha scelto di riorganizzare i piani del proprio comune per mettere la raccolta differenziata al servizio della comunità. Con una delibera della G.C/le del 6 maggio 2010, il comune di San Salvatore Telesino decide infatti di predisporre un piano comunale per l’organizzazione del servizio di raccolta differenziata, poi approvato successivamente nell’agosto dello stesso anno. Si tratta di un provvedimento che, nel giro di un anno, dirà addio all’amministrazione diretta della raccolta e che predisporrà il passaggio della stessa ad una agenzia esterna, attraverso una gara d’appalto. Il centro cittadino telesino conclude infatti il 2010 con il 30% di RD e apre i propri confini ad un futuro ricco di risultati e soddisfazioni. Le due ere...
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Posted by Emilia Gaudio on Ott 30, 2018 in Blog
La questione rifiuti in Calabria non è mai stata di facile gestione. A dimostrarlo i diversi commissariamenti, non ultimo quello 2017 che colpì alcune discariche calabresi non in linea con gli standard europei, e le innumerevoli crisi dovute ad un sistema di smaltimento lento ed ai pochissimi impianti realmente a regime presenti sul territorio. In questo contesto si inserisce la questione “raccolta differenziata”, la quale subisce chiaramente considerevoli rallentamenti. Le percentuali di RD mostrano come il SUD non arrivi neppure al 40%, e come la Calabria superi di poco il 30%, con una quantità pro capite di 134,07 kg, su un totale di 403,77 kg di rifiuti urbani raccolti (Dati ISPRA 2016). La Provincia di Cosenza risulta essere la più riciclona con il 42%. Il Comune di Amantea, oggetto del nostro studio, raggiunge per la prima volta nel 2016 il 65% di rifiuti riciclati. Vittoria certamente del sistema di raccolta “porta a porta” iniziato nel corso del 2015. Ma lungo e tortuoso è stato fino ad ora il percorso della gestione dei rifiuti di questo Comune, tra determinazioni TARI confusionarie e una gestione del servizio non proprio perfetta. Amantea è un comune calabrese della Provincia di Cosenza, situato sul mar Tirreno; i suoi confini coincidono con la fine della provincia e con l’inizio del suolo catanzarese. Il territorio comunale ha un’estensione di circa 28,63 kmq ed è suddiviso in due centri principali (Amantea centro e Campora San Giovanni). Secondo i dati dell’anagrafe comunale, sul territorio risiedono 13.827 abitanti suddivisi in 5.727 famiglie. Sono state rilevate e risultano iscritte a ruolo 7.523 utenze domestiche e 1.228 utenze commerciali e di servizi (dati Piano Finanziario 2017). Lo studio oggetto di questo articolo ha inizio con la Richiesta di accesso civico generalizzato (FOIA) effettuata in data 16 novembre 2017 al Comune di Amantea, il quale ha provveduto a recapitare i dati richiesti dopo 27 giorni, rientrando quindi nel limite dei 30 giorni previsto dalla Legge. Grazie alle notizie recuperate, è stato possibile ricostruire, attraverso una linea temporale, gran parte della vicenda riguardante la gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata del Comune. Dal 2001 al 2009 Amantea è legata all’Appennino Paolano S.p.A., società per la gestione consorziata tra i Comuni ricadenti nel tirreno cosentino, del servizio di raccolta differenziata e non. La società effettua raccolta differenziata stradale tramite appositi contenitori, differenziando maggiormente carta e cartone. La percentuale RD riferita al 2008 è di 8,38% , dato che la dice lunga su quanta strada il paese abbia fatto fino ad oggi. Dopo otto anni dall’inizio della gestione, l’Appennino Paolano S.p.A. fallisce ed il Comune, guidato da Commissione Prefettizia, affida alla Lamezia Multiservizi S.p.A. il servizio di raccolta ordinaria e differenziata (compreso di trasporto in discarica). Il Comune acquista 500 azioni della società, detenendo quindi una quota pari all’1,03% del capitale sociale. La Lamezia Multiservizi è una società a capitale interamente pubblico, pari a 2.513.444...
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Posted by Annalaura on Ott 4, 2018 in Blog
In questi ultimi mesi il Comune di Pagani ha vissuto un importante periodo transitorio – tuttora in atto –, nonché di sfida personale in tema di smaltimento e riciclaggio rifiuti. Com’è visibile dalla linea temporale realizzata, si è passati da timidi tentativi progettuali in ambito di raccolta differenziata nel 2000 all’approvazione e avvio del primo progetto di Raccolta Differenziata Integrata nel 2006, passando per %RD non sempre ottimistiche ed emergenze rifiuti susseguitesi negli anni, fino a giungere alla recente istituzione dell’Azienda Speciale Pagani Ambiente (maggio 2018). Il percorso non è stato privo di imprevisti o cambi di rotta né di incertezze, considerando anche l’ultimo traguardo raggiunto; ciò nonostante, dalle ricerche svolte è emerso un Comune che si è sempre messo in discussione per cercare di ottenere il meglio per i propri cittadini. Tuttavia non è stato esente da alcune inefficienze, quali: mancata adesione al portale MySir (Sistema Informativo Rifiuti), che dal 2008 rappresenta il sistema ufficiale attraverso il quale i comuni delle province di Napoli e Salerno inviano alla Regione Campania i dati relativi la propria raccolta e smaltimento rifiuti; mancata pubblicazione dei MUD sul sito comunale; mancata comunicazione ai principali portali di riferimento online (MySir, ORGR – Osservatorio Regionale Gestione Rifiuti Campania –, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale –), di tutte le informazioni relative al 2017 in materia di rifiuti (MUD, %RD, costi, ricavi); comunicazione col pubblico spesso non chiara né trasparente; mancata o parziale comunicazione delle iniziative che si è deciso di attuare. I dati rilevati Dopo aver protocollato presso il Comune una Richiesta di Accesso Civico, richiedendo di fornire, per gli anni 2015, 2016 e 2017, i MUD non pubblicati (dati solo parzialmente) e informazioni inerenti alla suddivisione del costo della TARI (spiegato genericamente dal responsabile, che ha poi invitato a calcolare cifre più specifiche autonomamente), la situazione paganese in materia di RD ha presentato i seguenti risultati: GRAFICO “Quantità di rifiuti prodotta in base al CER di riferimento” Di quanto mostrato, il grafico seguente evidenzierà i luoghi di smaltimento cui sono destinati determinati CER, anch’essi visibili sulla mappa.* GRAFICO “Geolocalizzazione luoghi smaltimento rifiuti” Inoltre, grazie alla consultazione del sito dell’ISPRA è stato possibile individuare la %RD dal 2010 al 2016, da cui si è notato che l’andamento in tale arco temporale è consistito in una inesorabile e costante discesa: da un buon 46,56% (2010) si è giunti ad un 17,47% (2015), rilevando un leggero, seppur basso, rialzo per il 2016, 28,47%. Eppure nel lontano 2009, a soli tre anni dall’adesione alla raccolta differenziata da parte del Comune, si era riuscito a raggiungere un rispettoso 62,8%, una mosca bianca considerando i recenti dati.** GRAFICO “Andamento %RD” Va specificato che il Comune di Pagani nel tempo è andato incontro anche ad alcune oscillazioni di percorso con le aziende cui aveva affidato lo smaltimento dei rifiuti. Dopo avere proseguito con la Multiservice...
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Posted by Tonia Cianci on Giu 19, 2018 in Blog, Post
Con il termine raccolta differenziata s’intende la corretta modalità di gestione dei rifiuti urbani – obbligatoria per legge – secondo la quale tutti i cittadini, enti, aziende e istituzioni devono separare preventivamente i rifiuti depositandoli negli appositi contenitori e/o campane colorati collocati sia in strada sia all’interno dei condomini, nelle scuole, nelle aziende e negli uffici così da permetterne il riciclo, processo di conversione che trasforma i rifiuti in nuovi materiali, oggetti o sostanze completamente diversi dai rifiuti originari e permette di ridurre le emissioni di gas a effetto serra ed effettuare un impiego più efficiente delle materie prime ricavandone, inoltre, vantaggi economici, socio-economici e socio-ambientali. Nel 2009, il Comune di Ottaviano, si affaccia al mondo della raccolta differenziata con una campagna di sensibilizzazione porta a porta, così da educare tutti i cittadini al riciclo e cercare di contrastare l’emergenza rifiuti in Campania. Così nello stesso anno si è dato vita al primo test di raccolta differenziata in cui il ruolo del cittadino era già fondamentale in quanto erano le famiglie a dover dividere, selezionare e deporre i rifiuti nelle modalità e i contenitori appositi, mentre la ditta appaltante SA.BA. SRL doveva solamente ritirare nei giorni prestabiliti le singole categorie di rifiuti. L’esperimento fu un successo, ma è nel 2014 che inizia la vera e propria raccolta differenziata nel comune di Ottaviano, grazie all’attribuzione della gestione dei rifiuti alla ditta GPN e alla stipulazione di un Contratto per la raccolta, spazzamento strade ed il conferimento delle varie frazioni della durata di sette anni. Da quel momento il Comune decide di aumentare il proprio grado di trasparenza condividendo sul portare MySir tutti i dettagli riguardati la raccolta differenziata, di modificare la calendarizzazione così da permettere una raccolta più efficiente, e di organizzare ulteriori campagne di sensibilizzazione per raggiungere l’obiettivo prefissato dall’amministrazione del sindaco Luca Capasso: arrivare a un livello di raccolta differenziata da record. Partito dal 47,8% di raccolta differenziato registrato nel 2014, nel giro di pochi anni il comune ti Ottaviano raggiunge il suo obiettivo, aumentando sempre di più la percentuale di raccolta differenziata che arriva al 50,3% nel 2015 e raggiunge la sua massima percentuale del 77,5% di raccolta differenziata nell’anno 2016 e ottiene così il primato nell’area vesuviana e il secondo posto nella Città Metropolitana di Napoli, riuscendo anche ad abbattere i costi dell’imposta. Dati entrambi leggermente peggiorati nel 2017 quando si è tornati al 76,5% di Raccolta Differenziata. Nello stesso anno il comune ha anche ottenuto un riconoscimento speciale per la migliore raccolta carta e cartone da parte di COMIECO. Il comune ha infine dichiarato che è in fase di apertura l’isola ecologica – per ora ancora chiusa – di Ottaviano da cui saranno stoccati i rifiuti in attesa di conferimento presso le varie piattaforme. Grazie allo strumento TikiToki è possibile raccontare la storia della raccolta differenziata, per tutte le altre informazioni, è possibile consultare la sezione...
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Posted by Francesco Izzo on Giu 7, 2018 in Blog, Post
Con lo scioglimento della Cosmari, il 30 dicembre 2009 il comune di Avellino stipula il contratto con la società Irpiniambiente S.p.a., una società con capitale sociale pari a 500mila euro (di cui 100mila stanziati dal Commissariato e 400mila dalla Provincia di Avellino). Nel primo anno della società appaltatrice nella città di Avellino si registra un picco nella percentuale della raccolta differenziata, con più di 2 milioni di chilogrammi di rifiuti riciclati rispetto alla gestione precedente. Nel 2011, con i rifiuti di Napoli diretti verso la discarica di Savignano che provocano una vera e propria situazione di emergenza, in provincia di Avellino si registrano problematiche sullo smaltimento dei rifiuti. L’emergenza aggrava sulla raccolta differenziata con un ribasso di 10 punti percentuale in meno di 12 mesi; nei successivi anni la percentuale dei rifiuti riciclati rimane costante sul 50%. Se così non fosse, un nuovo colore alla sfera della facoltà di decidere tu come spesso degenerano è una erezione a cui farai online sicuro farmacia senza ricetta il tuo tempo acquisto, senza ombre di dubbio. Il problema e la (non) soluzione Nel luglio del 2013 la società Irpiniambiente S.p.a., per non sopperire all’emergenza rifiuti, distribuisce a tutti i cittadini bidoncini per la raccolta porta a porta con un nuovo piano. Il problema sorge quando si scopre che il costo delle pattumiere per il nuovo piano di raccolta differenziata non è stato incluso nel contratto da 14milioni di euro all’anno sottoscritto con Irpiniambiente S.p.a.. La %RD è ai minimi storici Con la nuova raccolta differenziata porta a porta mai partita, al termine del 2014 la percentuale di RD dei rifiuti urbani crolla per la prima volta sotto al 50%, con il Comune di Avellino che ricicla appena 12 milioni di rifiuti su 26 prodotti. Il Comune s’Indifferenz(i)a Il Comune, nonostante i numeri critici che la raccolta differenziata produce, continua a non sensibilizzare i cittadini. Infatti né per via cartacea né per via digitale il cittadino ha materiale informativo sulla gestione dei rifiuti urbani e sulla raccolta differenziata. Dove finiscono i nostri rifiuti? Questa mappa interattiva mostra in dettaglio le destinazioni dei rifiuti gestiti dal Comune di Avellino. 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Il centro Raee è infatti stato nel corso del tempo al centro di innumerevoli discussioni a causa dell’affidamento a diverse società appaltatrici che, per contendersi il centro, non hanno mai realizzato una campagna di comunicazione. [datalet import=”http://deep.routetopa.eu/deep/COMPONENTS/datalets/columnchart-datalet/columnchart-datalet.html” v=”2″]JTNDY29sdW1uY2hhcnQtZGF0YWxldCUyMGRhdGFsZXQtaWQlM0QlMjIxMzA0JTIyJTIwZGlzYWJsZV9teV9zcGFjZSUzRCUyMiUyMiUyMGRhdGEtdXJsJTNEJTIyaHR0cCUzQSUyRiUyRmRkYWMtc3BvZC5yb3V0ZXRvcGEuZXUlMkZjb2NyZWF0aW9uJTJGYWpheCUyRmdldC1hcnJheS1vZi1vYmplY3Qtc2hlZXQtZGF0YSUyRiUzRnNoZWV0TmFtZSUzRGRhdGFzZXRfcm9vbV8xNTdfNFMwUEglMjIlMjBzZWxlY3RlZGZpZWxkcyUzRCUyMiU1QiU3QiUyNnF1b3QlM0JmaWVsZCUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCWEF4aXMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JBbm5vJTI2cXVvdCUzQiUyQyUyNnF1b3QlM0JpbmRleCUyNnF1b3QlM0IlM0ExJTdEJTJDJTdCJTI2cXVvdCUzQmZpZWxkJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JOdW1lcmljWUF4aXMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JRdWFudGl0JUMzJUEwJTIwRGlmZmVyZW56aWF0aSUyNnF1b3QlM0IlMkMlMjZxdW90JTNCaW5kZXglMjZxdW90JTNCJTNBMiU3RCUyQyU3QiUyNnF1b3QlM0JmaWVsZCUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCTnVtZXJpY1lBeGlzJTI2cXVvdCUzQiUyQyUyNnF1b3QlM0J2YWx1ZSUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCUXVhbnRpdCVDMyVBMCUyMHByb2RvdHRhJTI2cXVvdCUzQiUyQyUyNnF1b3QlM0JpbmRleCUyNnF1b3QlM0IlM0EzJTdEJTJDbnVsbCUyQ251bGwlNUQlMjIlMjBmaWx0ZXJzJTNEJTIyJTVCJTdCJTI2cXVvdCUzQmZpZWxkJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JDb211bmUlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQm9wZXJhdGlvbiUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCY29udGFpbnMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JBdmVsbGlubyUyNnF1b3QlM0IlMkMlMjZxdW90JTNCbG9naWNhbE9wZXJhdG9yJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQmxwJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnJwJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjZxdW90JTNCJTdEJTVEJTIyJTIwYWdncmVnYXRvcnMlM0QlMjIlNUIlNUQlMjIlMjBvcmRlcnMlM0QlMjIlNUIlNUQlMjIlMjB4LWF4aXMtbGFiZWwlM0QlMjIlMjIlMjB5LWF4aXMtbGFiZWwlM0QlMjIlMjIlMjBzdWZmaXglM0QlMjIlMjIlMjBsZWdlbmQlM0QlMjJ0b3BSaWdodCUyMiUyMGRhdGEtbGFiZWxzJTNEJTIydHJ1ZSUyMiUyMHN0YWNrJTNEJTIyZmFsc2UlMjIlMjB0aGVtZSUzRCUyMnRoZW1lQmFzZSUyMiUyMGRhdGFsZXR0aXRsZSUzRCUyMiUyMFJpZml1dGklMjBwcm9kb3R0aSUyMGUlMjBkaWZmZXJlbnppYXRpJTIwQXZlbGxpbm8lMjAyMDE1LTE2JTIwJTIyJTIwZGVzY3JpcHRpb24lM0QlMjIlMjIlM0UlM0MlMkZjb2x1bW5jaGFydC1kYXRhbGV0JTNF[/datalet] La percentuale di raccolta differenziata è sempre minore, con il 34,40% nel 2015 ed il 31,39% nel 2016, piazzandosi al penultimo posto nella classifica regionale rispetto agli altri capoluoghi di provincia. [datalet import=”http://deep.routetopa.eu/deep/COMPONENTS/datalets/barchart-datalet/barchart-datalet.html” v=”2″]JTNDYmFyY2hhcnQtZGF0YWxldCUyMGRhdGFsZXQtaWQlM0QlMjIxMzM1JTIyJTIwZGlzYWJsZV9teV9zcGFjZSUzRCUyMiUyMiUyMGRhdGEtdXJsJTNEJTIyaHR0cCUzQSUyRiUyRmRkYWMtc3BvZC5yb3V0ZXRvcGEuZXUlMkZjb2NyZWF0aW9uJTJGYWpheCUyRmdldC1hcnJheS1vZi1vYmplY3Qtc2hlZXQtZGF0YSUyRiUzRnNoZWV0TmFtZSUzRGRhdGFzZXRfcm9vbV8xNTdfNFMwUEglMjIlMjBzZWxlY3RlZGZpZWxkcyUzRCUyMiU1QiU3QiUyNnF1b3QlM0JmaWVsZCUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCWEF4aXMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JBbm5vJTI2cXVvdCUzQiUyQyUyNnF1b3QlM0JpbmRleCUyNnF1b3QlM0IlM0EyJTdEJTJDJTdCJTI2cXVvdCUzQmZpZWxkJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JOdW1lcmljWUF4aXMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjVSRCUyNnF1b3QlM0IlMkMlMjZxdW90JTNCaW5kZXglMjZxdW90JTNCJTNBMSU3RCUyQ251bGwlNUQlMjIlMjBmaWx0ZXJzJTNEJTIyJTVCJTdCJTI2cXVvdCUzQmZpZWxkJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JDb211bmUlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQm9wZXJhdGlvbiUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCY29udGFpbnMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JBdmVsbGlubyUyNnF1b3QlM0IlMkMlMjZxdW90JTNCbG9naWNhbE9wZXJhdG9yJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQmxwJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnJwJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0IlMjZxdW90JTNCJTdEJTVEJTIyJTIwYWdncmVnYXRvcnMlM0QlMjIlNUIlNUQlMjIlMjBvcmRlcnMlM0QlMjIlNUIlNUQlMjIlMjB4LWF4aXMtbGFiZWwlM0QlMjIlMjIlMjB5LWF4aXMtbGFiZWwlM0QlMjIlMjIlMjBzdWZmaXglM0QlMjIlMjIlMjBsZWdlbmQlM0QlMjJ0b3BSaWdodCUyMiUyMGRhdGEtbGFiZWxzJTNEJTIydHJ1ZSUyMiUyMHN0YWNrJTNEJTIyZmFsc2UlMjIlMjB0aGVtZSUzRCUyMnRoZW1lQmFzZSUyMiUyMGRhdGFsZXR0aXRsZSUzRCUyMiUyNVJEJTIwQXZlbGxpbm8lMjIlMjBkZXNjcmlwdGlvbiUzRCUyMiUyMiUzRSUzQyUyRmJhcmNoYXJ0LWRhdGFsZXQlM0U=[/datalet] Avellino, tra tutti quelli analizzati durante il project work, risulta il comune con la più alta media di rifiuti prodotti procapite. [datalet import=”http://deep.routetopa.eu/deep/COMPONENTS/datalets/linechart-datalet/linechart-datalet.html” v=”2″]JTNDbGluZWNoYXJ0LWRhdGFsZXQlMjBkYXRhbGV0LWlkJTNEJTIyMTM0NCUyMiUyMGZpZWxkcyUzRCUyMiU1QiU1RCUyMiUyMGRhdGEtdXJsJTNEJTIyaHR0cCUzQSUyRiUyRmRkYWMtc3BvZC5yb3V0ZXRvcGEuZXUlMkZjb2NyZWF0aW9uJTJGYWpheCUyRmdldC1hcnJheS1vZi1vYmplY3Qtc2hlZXQtZGF0YSUyRiUzRnNoZWV0TmFtZSUzRGRhdGFzZXRfcm9vbV8xNTdfNFMwUEglMjIlMjBzZWxlY3RlZGZpZWxkcyUzRCUyMiU1QiU3QiUyNnF1b3QlM0JmaWVsZCUyNnF1b3QlM0IlM0ElMjZxdW90JTNCWEF4aXMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JDb211bmUlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQmluZGV4JTI2cXVvdCUzQiUzQTElN0QlMkMlN0IlMjZxdW90JTNCZmllbGQlMjZxdW90JTNCJTNBJTI2cXVvdCUzQk51bWVyaWNZQXhpcyUyNnF1b3QlM0IlMkMlMjZxdW90JTNCdmFsdWUlMjZxdW90JTNCJTNBJTI2cXVvdCUzQlByb2NhcGl0ZSUyNnF1b3QlM0IlMkMlMjZxdW90JTNCaW5kZXglMjZxdW90JTNCJTNBMSU3RCUyQ251bGwlMkMlN0IlMjZxdW90JTNCZmllbGQlMjZxdW90JTNCJTNBJTI2cXVvdCUzQkNhdGVnb3JpZXMlMjZxdW90JTNCJTJDJTI2cXVvdCUzQnZhbHVlJTI2cXVvdCUzQiUzQSUyNnF1b3QlM0JBbm5vJTI2cXVvdCUzQiUyQyUyNnF1b3QlM0JpbmRleCUyNnF1b3QlM0IlM0EzJTdEJTVEJTIyJTIwZmlsdGVycyUzRCUyMiU1QiU1RCUyMiUyMGFnZ3JlZ2F0b3JzJTNEJTIyJTVCJTVEJTIyJTIwb3JkZXJzJTNEJTIyJTVCJTVEJTIyJTIweC1heGlzLWxhYmVsJTNEJTIyJTIyJTIweS1heGlzLWxhYmVsJTNEJTIyJTIyJTIwc3VmZml4JTNEJTIyJTIyJTIwbGVnZW5kJTNEJTIydG9wUmlnaHQlMjIlMjBkYXRhLWxhYmVscyUzRCUyMnRydWUlMjIlMjBzdGFjayUzRCUyMmZhbHNlJTIyJTIwdGhlbWUlM0QlMjJ0aGVtZUdyaWQlMjIlMjBkYXRhbGV0dGl0bGUlM0QlMjJSaWZpdXRpJTIwUHJvY2FwaXRlJTIwcGVyJTIwbGElMjBwcm92aW5jaWElMjBkaSUyMEFWJTIyJTIwZGVzY3JpcHRpb24lM0QlMjIlMjIlM0UlM0MlMkZsaW5lY2hhcnQtZGF0YWxldCUzRQ==[/datalet] Quanto ci costa la raccolta...
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